Le prediche boriose dell'Udc

I ver­tici Udc fareb­bero bene, ogni tanto, a scen­dere dal pie­di­stallo. E magari anche a smet­tere di reci­tare la parte dei primi della classe, soprat­tutto quando la lezione che pre­ten­dono di impar­tire agli altri è costruita su slo­gan, cari­ca­ture e fatti rac­con­tati a metà. Nel dibat­tito sull’appli­ca­zione delle ini­zia­tive sulle casse malati, il Plr non ha scelto scor­cia­toie ideo­lo­gi­che. Ha scelto una via più utile per tutti: tro­vare una solu­zione pra­ti­ca­bile, soste­ni­bile e capace di dare rispo­ste con­crete a migliaia di cit­ta­dini tici­nesi. Per­ché la volontà popo­lare espressa nelle urne non può essere igno­rata, ma nem­meno appli­cata con leg­ge­rezza, sca­ri­cando milioni di debito sulle pros­sime gene­ra­zioni.

Con il suo emen­da­mento, Mat­teo Qua­dranti non ha aumen­tato le impo­ste “come la sini­stra”, che avrebbe voluto tas­sare ben di più. Ha fatto esat­ta­mente il con­tra­rio di ciò che l’Udc rac­conta: dimez­zare l’aumento pro­po­sto dal governo e dal rap­porto, ren­dendo pos­si­bile una solu­zione più equi­li­brata, peral­tro limi­tata a soli tre anni. 

Una solu­zione che, da una parte, può chie­dere poche cen­ti­naia di fran­chi a chi per esem­pio pos­siede una villa dal valore di mer­cato di oltre 3 milioni di fran­chi, senza ipo­teca; dall’altra, per­mette a migliaia di fami­glie e cit­ta­dini di rice­vere un aiuto con­creto sui premi di cassa malati. Non toc­cherà quindi il ceto medio. Que­sta è una sem­pli­fi­ca­zione comoda, ma falsa. Con le solu­zioni votate, il sol­lievo sul potere d’acqui­sto sarà lar­ga­mente supe­riore all’aggra­vio fiscale pre­vi­sto. La realtà è que­sta, anche se rovina un po’ la sce­neg­gia­tura dell’indi­gna­zione per­ma­nente. Quanto ai tagli di spesa, anche qui si farebbe bene a evi­tare lezioni a buon mer­cato. Il Plr ne ha pro­po­sti e ne ha votati. È cro­naca par­la­men­tare, non un’opi­nione. La dif­fe­renza è che tagliare dav­vero signi­fica entrare nel merito, assu­mersi respon­sa­bi­lità, indi­care prio­rità e con­se­guenze. Non basta evo­care tagli gene­rali come fos­sero una for­mula magica buona per ogni comu­ni­cato stampa. Il pro­blema è che i ver­tici dell’Udc, ormai, sem­brano inte­res­sati più alla pro­pria tat­tica comu­ni­ca­tiva che ai risul­tati in par­la­mento. Prima radi­ca­liz­zano il discorso, poi sem­pli­fi­cano, poi accu­sano gli altri di tra­dire i prin­cipi. È un copione noto, che fun­ziona però poco per costruire mag­gio­ranze. E in par­la­mento, alla fine, biso­gna arri­vare a una solu­zione. È suc­cesso con il sala­rio minimo, dove il Plr ha con­tri­buito a costruire un com­pro­messo prag­ma­tico. Ed è suc­cesso ora sulle casse malati, dove si è lavo­rato per dare ossi­geno alle fami­glie senza man­dare il Can­tone con­tro un muro finan­zia­rio.

A tutto que­sto si aggiunge un altro ele­mento, non secon­da­rio: l’Udc non si limita a distor­cere i fatti. In que­sto caso se ne inventa anche. Qua­dranti non ha pro­po­sto alcuna tassa sul regi­stro fon­dia­rio nel suo emen­da­mento. È un’altra inven­zione pro­dotta dall’iste­ria di ergersi a unici pala­dini dei con­tri­buenti. Le pre­di­che lascia­mole a chi ama il pul­pito. Il Plr, più mode­sta­mente, prova a costruire solu­zioni per i tici­nesi.

Alessandro Speziali, laRegione, 17 giugno 2026